
La Brigata Mazzini operante in Emilia-Romagna fu creata nel marzo del 1944 con al comando Francesco Montanari, e il suo vice Oddo Biasini; essa operò inizialmente in collaborazione con il Partito Comunista, con atti di sabotaggio, azioni di recupero di materiale bellico, assistenza ai disertori tedeschi o ai militari alleati e la trasmissione di notizie agli alleati mediante una radio clandestina, situata nei pressi di Faenza.
Nel luglio del 1944 si costituirono tre distaccamenti: il “Montecodruzzo” di quaranta uomini, comandato da Osvaldo Abbondanza, il distaccamento GAP di 86, comandato da Silvano Spinelli e il distaccamento della “Valle Marecchia” di 80, comandato dal tenente Montella. Il distaccamento GAP, effettuò il maggior numero di azioni, in gran parte individuali o di gruppi esigui; esso era formato da svariati gruppi (Cesena, Macerone, Gattolino, Villachiaviche, San Martino, Martorano, Savignano, Santarcangelo e Borello).
Il distaccamento di Montecodruzzo ha compiuto diverse azioni di disturbo lungo la rotabile di montagna, ed attaccò presidi nemici a Cà Bondanini e a Strigara, provocando una ventina di morti nemici, subendo solamente tre uomini feriti e due dispersi. L’azione permise il ricongiungimento di Stringara con le truppe alleate e fu menzionata anche da Radio Londra.
Il distaccamento della valle del Marecchia, operò nell’immediato retroterra della Linea Gotica che avrebbe dovuto fermare l’avanzata degli eserciti alleati, con l’invio di informazioni a mezzo di una radio trasmittente e l’attraversamento del fronte da parte di partigiani, numerose azioni di sabotaggio ed azioni di guerra contro reparti tedeschi e fascisti. Fra tutte, quella che merita maggior rilievo è stata l’occupazione di San Leo, tenuta dai fascisti, i quali si arresero e consegnarono le armi ai partigiani